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Centro Sociale Occupato Autogestito Ex-Mattatoio Perugia

Politica
Corteo di solidarietà a Riccardo e a difesa del Cloro Rosso PDF Stampa
Politica - Spazi Sociali
Mercoledì 06 Maggio 2009 00:00

cloro rossoSono passati pochi giorni dalla notte tra il 30 Aprile e l’1 Maggio, dalla notte in cui al Cloro Rosso si è sparato. Ci sembra ancora assurdo come da una banale rissa si sia passati alle pistole. Quella notte, non è stato colpito solo il Cloro Rosso e i 150 ragazzi che vi erano dentro, quella notte è stata colpita tutta la città. Questo è un episodio che sarebbe potuto succedere ovunque, al centro sociale come in discoteca o in un bar, e per un qualsiasi motivo, magari per un’ incomprensione o per un parcheggio. Questa possibile strage, per quanto assurda, ha tante spiegazioni: è figlia di una città in cui la povertà diffusa, la mancanza di cultura, di lavoro e di prospettive hanno portato a far vigere la legge del più forte, della prevaricazione e dell’arroganza. E’ una città in cui già a vent’anni si può non aver più nulla da perdere. Le condizioni socio-economiche non permettono a tanti ragazzi di costruire un futuro e purtroppo neanche di immaginarlo. Colpa di tutti, nessuno escluso. Colpa delle istituzioni che troppo spesso hanno dimenticato chi nel 2009 vive ancora in quartieri ghetto, abbandonati a se stessi e ai mille modi per arrangiarsi, spesso illegali, per sopravvivere. E questa lotta alla sopravvivenza ha fatto passare in secondo ordine l’illegalità, la differenza tra il giusto e il sbagliato, tra il bene ed il male. E’ colpa di una città costretta a diventare menefreghista ed individualista, in cui non c’è nè la voglia nè la possibilità di pensare al bene comune, alla società nella sua interezza, alle esigenze dei tanti, e non solo alle proprie. In questo anno di vita, il Cloro Rosso ha cercato di creare una nuova idea di città, di socialità e di aggregazione. Un’idea che si basa sulla cultura diffusa ed accessibile a tutti, sull’autodeterminazione , sull’aggregazione come necessità e che faccia di un centro sociale, come di un qualsiasi altro spazio autogestito, una risorsa per tutti in cui migliorarsi, crescere e conoscere giorno dopo giorno. Il cloro rosso vuole essere un luogo attraverso cui sviluppare quel processo di emancipazione di cui tutta Taranto ha bisogno. 

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Manifestazione nazionale contro le logiche securitarie, per l'autogestione e gli spazi sociali PDF Stampa
Politica - Spazi Sociali
Giovedì 26 Febbraio 2009 00:00
manifestazione nazionale contro le logiche securitarie per l'autogestione e gli spazi sociali

Sabato 28 febbraio a Milano, piazza XXIV Maggio ore 15:00

Le mani moleste della Proprietà e del Controllo sono in grande attività:
Trasformano la salute in un affare per imprenditori.
Ci raccontano che la migliore cura è l'espulsione.
Cancellano l'edilizia popolare e trasformano in merce i bisogni.
Negano i diritti, la solidarietà.
Per salvaguardare i loro loschi affari ingabbiano la cultura, cacciano le persone, cancellano la storia.
In città ridotte a macchine per fare soldi, vogliamo liberare spazi, luoghi in cui stare e tempi da attraversare.
Con la forza dei nostri desideri e con le armi della solidarietà vogliamo sconfiggere l'ossessione di controllo di chi nega il diritto all'esistenza e l'avidità di chi trasforma la conoscenza in un lusso.
Per la salvaguardia e l'ampliamento dei diritti, contro la meschinità del razzismo di governo e contro la cementificazione delle città e delle menti.
Manifestazione nazionale contro le logiche securitarie, per l'autogestione e gli spazi sociali.

Le compagne e i compagni di Milano
http://cox18.noblogs.org

 
Benefit per il Cox 18: Colour Haze, 20 Febbraio 2009 PDF Stampa
Politica - Spazi Sociali
Lunedì 16 Febbraio 2009 00:00
cox18_colour_haze
Venerdì 20 febbraio si terrà al CS Mattatoio di Perugia un concerto benefit per il Cox 18, storico centro sociale milanese sgomberato il mese scorso. Più che di sgombero si è trattato di un vero e proprio esproprio compiuto dall’amministrazione, visto che lo spazio era stato concesso con una delibera dell’allora sindaco Pellitteri nel 1989.
Il motivo reale che ha portato all’esproprio del Cox 18, ed al sequestro dell’Archivio Primo Moroni, è essenzialmente uno: l’area è al centro di una grande operazione di speculazione edilizia ascrivibile all’interno di un più ampio processo di trasformazione urbana in vista dell’Expo 2015, ospitato dalla città meneghina. 
Non è la prima volta che gli spazi sociali sono vittime degli interessi della rendita immobiliare e del delirio securitario, uno stile governamentale becero e violento che in ogni città sta mostrando la faccia più sporca del biopotere, al fine di controllare, assoggettare e reprimere ogni forma di diversità e di eccedenza. Speculazione forsennata e securitarismo sono le trame, intrecciate tra loro, più evidenti di una gestione del territorio che è espressione di una governance totalmente naufragata dentro la crisi sistemica globale in atto. Gli spazi sociali sono quelli che più di tutti hanno in questi ultimi anni assaporato la scure del boia securitario, proprio per la loro capacità di intercettare soggettività molteplici e variegate, di catalizzare le reti articolate del dissenso, di socializzare e praticare in maniera viva il sapere e la potenza della produzione cognitiva, di dare senso e dignità al lavoro cooperante, di estrarre comune dalle eccedenze. 
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Disumane Energie PDF Stampa
Politica - Spazi Sociali
Sabato 04 Ottobre 2008 00:00
disumane energie
 
Era necessario, eravamo in tanti e ci siamo divertiti ... Stupendamente fastidiosi ! PDF Stampa
Politica - Spazi Sociali
Martedì 20 Maggio 2008 00:00
spazi sociali

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Dare centralità politica alla difesa degli spazi sociali.
Per questo lunedi 19 maggio oltre un centinaio di persone che animano le attività del C.S.O.A. Ex Mattatoio hanno dato vita ad un presidio partecipato e comunicativo. Una moltitudine di universitari e precari, studenti e lavoratori insieme a tante altre soggettività. Grazie a questa straordinaria partecipazione siamo scesi in piazza con la forza e la determinazione di cui siamo capaci e che da sempre contraddistingue la nostra presenza per denunciare l’atteggiamento di chiusura e di ostilità del consiglio comunale.

Un segnale forte verso chi, a fronte della necessità più volte ribadita di maggiore attenzione agli spazi sociali, è in grado solo di opporre muri.
Muri che limitano la libertà di movimento.
Muri come scelta politica di desertificazione relazionale e di vita.
Muri che vogliamo abbattere. Con gioia, determinazione e autonomia.
Sappiamo che è possibile. Sappiamo che ci riusciremo.

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